San Gennaro

Una storia di devozione e fede, dove realtà e leggende popolari si sovrappongono ed intrecciano, rendendo San Gennaro uno dei martiri cattolici più conosciuti e rispettati al mondo.


San Gennaro nasce probabilmente nel 272 d.C. a Benevento, città di cui diventerà Vescovo. Trova riscontro nei documenti invece la data di morte, avvenuta nel 305 d.C.. Le testimonianze dell’epoca riportano che il Santo si stava recando a Miseno ad assistere ad una liturgia, quando fu bloccato lungo la strada e catturato perché cristiano. In prigione, rifiutandosi di sconfessare la sua fede, venne condannato a morte. Si sa inoltre che San Gennaro in un primo momento doveva essere torturato dalle belve dell’Anfiteatro Flavio; successivamente invece la pena fu modificata e il Santo venne decapitato presso la Solfatara, un vulcano vicino a Pozzuoli. La tradizione racconta che la motivazione principale del cambiamento di condanna fu un miracolo: grazie ad una benedizione del Santo le fiere dell’Anfiteatro si inchinarono a lui, rifiutandosi di toccarlo.


Nel momento del martirio, dopo l’esecuzione, vennero riempite due ampolle con il sangue di San Gennaro, reliquie che rimarranno per sempre legati all’iconografia del Santo.


Fu sepolto probabilmente ad Agnano, una conca nelle vicinanze della Solfara. Da questo luogo, nel V secolo, i suoi resti vennero spostati sulla collina di Capodimonte, all’interno delle catacombe che oggi portano il suo nome. Si narra che durante la traslazione, avvenne per la prima volta il miracolo della liquefazione del sangue. La prima testimonianza storicamente attestata del miracolo risale invece al 1389: i cronisti medievali riportano che durante una processione pubblica, il sangue delle ampolline passò dallo stato solido allo stato liquido.


Dopo la prima manifestazione del miracolo, il culto di San Gennaro continuò a raccogliere sempre più fedeli, che regolarmente andavano a far visita alle spoglie custodite nelle catacombe. Per rendere omaggio al patrono, nel 1497, le reliquie e le ampolle del sangue vennero collocate all’interno di una nuova cripta decorata in marmo, costruita sotto il presbiterio della cattedrale.


Nei secoli la devozione dei napoletani per San Gennaro si rafforza. Nel 1527 la città tormentata da calamità decide di fare un voto al Santo: il popolo, in cambio di proiezione dai flagelli, avrebbe costruito una nuova sede per il reliquiario del sangue. Nel 1608, sotto la supervisione della Deputazione, inizia quindi la costruzione della Real Cappella che terminerà nel 1646.


All’affetto del popolo napoletano si aggiunge la fede di regnanti e personaggi illustri, devozione che erano soliti esprimere attraverso preziosi doni in onore del Santo. Questa usanza ha portato nel tempo alla creazione del Tesoro di San Gennaro, collezione ancora oggi conservata presso il Duomo.


Da secoli il miracolo si ripete ininterrottamente più volte l’anno, in date significative per la storia del Santo: il sabato precedente la prima domenica di maggio, in memoria della traslazione; il 19 settembre, data in cui il Santo fu martirizzato; il 16 dicembre, giorno in cui grazie all’intercessione del Santo cessò l’eruzione del Vesuvio del 1631.

 

Bibliografia: Le dieci Meraviglie del Tesoro di San Gennaro, a cura di Paolo Jorio e Franco Recanatesi, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, 2010.

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